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"La caduta di Wembley": l'impresa azzurra raccontata da Andrea Pontone

L'impresa compiuta dall'Italia di Roberto Mancini a Wembley la sera dello scorso 11 luglio è una pagina indelebile dello sport tricolore. La letteratura sportiva è destinata, per decenni, a cogliere sfumature e significati molteplici nell'eroica vittoria azzurra in casa dell'Inghilterra. Basti pensare che un libro, sui Campionati Europei del 2021, esiste già: il titolo è "La caduta di Wembley", scritto da Andrea Pontone, direttore di Rete Tricolore e del Corriere Nerazzurro, riviste digitali che raccontano la Nazionale italiana e l'Inter. Le oltre 200 pagine del testo narrano lo svolgimento di tutte le partite, con particolare attenzione al percorso dei ragazzi di Mancini.

Questo il link per scaricare il libro online: https://play.google.com/store/books/details/Andrea_Pontone_La_caduta_di_Wembley?id=8c04EAAAQBAJ

In esclusiva per Marcheingol.it, ecco un estratto dell'opera:

"L’Italia si è risollevata dal fondo del barile, raggiungendo in soli tre anni e mezzo la gloria eterna. D’altronde l’ha rivelato Dante Alighieri, il più celebre scrittore italiano della storia, che più profonda è la discesa di redenzione e più alta, di conseguenza, sarà l’ascesa. Il calcio in questo ha anche un significato spirituale: in un momento nel quale gli italiani stanno vivendo mesi di sbandamento, sulle note di una “Musica Leggerissima” che fotografa brillantemente lo stato d’animo e la tavolozza sbiadita di colori che albergano nei cuori del nostro popolo, nei cui tessuti sono iscritte ferite secolari, ecco che il tanto evocato Risorgimento Azzurro apre nuovi scenari e prospettive mai viste. Ad esempio, l’Italia che domina in Europa. Questa manifestazione era un tabù (e Chiellini, da numero 3, merita di sollevare la Coppa anche in onore di Giacinto Facchetti). È curioso riscontrare che le due umiliazioni più cocenti nella storia del calcio italiano siano state Italia-Corea del ’66 e Italia-Svezia del 2017: subito dopo, è arrivato l’Europeo. Il grande lavoro di Valcareggi all’epoca e di Mancini oggi non fanno altro che testimoniare la teoria dantesca della redenzione spirituale. Nel momento, infatti, in cui il Mondiale non è stato raggiunto, sono aumentati a dismisura i dissapori interni tra le tifoserie del nostro Paese, con una visione decisamente più campanilistica del calcio. Quando, poi, tutta Italia si è ritrovata a tifare (praticamente dopo cinque anni) per la maglia azzurra, la compattezza è stata molto più marcata: laziali che lodano Spinazzola, settentrionali che si emozionano davanti ai tiri a giro di Insigne, interisti che esaltano le giocate difensive del duo Bonucci-Chiellini. Era tutto già scritto, rispolverando il percorso che portò da Italia-Corea del 21 luglio 1966 fino alla gara tra gli azzurri e la Nazionale jugoslava il 10 giugno 1968".

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  Scritto da La Redazione il 18/07/2021
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